Diario di viaggio giordania

Viaggiare per me è vita. Capita però che a voler viaggiare spesso per recuperare il tempo perduto, si corre il rischio di ripetere sempre lo stesso tipo di viaggio. Si sa, quando si comincia a viaggiare cerchi sempre di volare verso i posti più belli della terra. Fin quando un giorno quel che vedi ti sembra meno bello di quel che hai già visto e cominci a fare paragoni, che sempre cosa brutta è, come con le persone! Ciò che voglio da un viaggio e’ l’ emozione, la riflessione, l’ introspezione, l’ arricchimento personale, lo stupore. Così adesso che ho più tempo e più libertà’ ma anche maggiore possibilità di far girare quel mappamondo, non ho molto tempo per andare alla ricerca dei luoghi più belli e ancora incontaminati della terra.

La Giordania e’ sempre stata per me un luogo mistico , crocevia di innumerevoli civiltà ma anche radice profonda del nostro essere cristiani.Dopo appena quattro ore di volo , arriviamo in un luogo tra i più famosi e raccontati della prima guerra mondiale . L’ ufficiale britannico Thomas Edward Lawrence dopo aver fissato la sua base operativa su un altopiano che raggiunge i 1750 metri sul livello del mare i cui macigni d’arenaria e la sabbia rossa lo ammaliarono, conquisto’ l’unico avamposto della Giordania sul mare, la città’ di Aqaba. Noi abbiamo fatto il percorso inverso. Abbiamo trascorso la prima notte sul mar Rosso ad Aqaba e la seconda in quel luogo magico scelto da Laurence d’ Arabia come base operativa della sua missione ,il Wadi Rum. La luce ed il silenzio del luogo sotto le montagne di arenaria in favolose tende berbere, dopo uno spettacolare tramonto sul deserto dietro le montagne ci hanno regalato una alba tinta di rosa. Di buon ora abbiamo così lasciato le jeep per raggiungere a un’ora e mezza di distanza, Petra.

Pochi luoghi nel mondo evocano il fascino di questa città nascosta tra le gole, disseminata di tombe scavate nella roccia rosa, corrose da duemila anni di vento. Il sito, patrimonio dell’Unesco, tra le sette meraviglie del mondo moderno, racchiude tra gli altri , il monumento più famoso detto il Tesoro, una tomba con la facciata ellenistica alta più di 40 metri.
Petra capitale dei Nabatei, una tribù di mercanti dell’Arabia che si insediarono tra le sue gole nel VI secolo a. C., all’anno zero, al massimo del suo splendore, ospitava 30 mila persone.Distrutta da numerosi terremoti, dopo le Crociate la città cadde nell’oblio e la sua posizione fu dimenticata. Solo nel 1812 il giovane esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt, la raggiunse vestito da Pellegrino arabo. Sommersa di sabbia, segreto dei beduini, memoria del deserto: la leggenda di Petra si svelava al mondo, dopo secoli di silenzio. Tutti insieme non paghi della lunga visita del primo giorno , ci siamo alzati all’ alba e prima di dirigerci verso il mar Morto, per gli ultimi due giorni di relax nel luogo più profondo del pianeta, abbiamo ripercorso i cinque chilometri tra andata e ritorno per rivedere attraverso una luce ancor più magica il “Tesoro ” di Petra. A soli 50 chilometri da Amman, in campagne brulle e terrose, la religione ha scritto la storia: sul Monte Nebo, secondo la Bibbia, Mosè arrivò con gli ebrei in fuga dall’Egitto e vide la Terra Promessa. In lontananza si scorgono la Giudea, Gerico, il Mar Morto, quel mare che lo vide appunto camminare sulle acque. Gerusalemme è a soli 46 chilometri. Betania al di là del Giordano, al confine con Israele, è il luogo dove secondo i Vangeli Giovanni Battista battezzò Gesù. Noi siamo stati lì’ per due giorni di pace e serenità. Due giorni pieni di gioia per lo spettacolo che ci veniva consegnato dal punto più basso della Terra situato a 400 m. sotto il livello del mare.

Mi resteranno tantissimi bei ricordi di questo “ Safari”. Il canto malinconico delle preghiere nelle moschee di Aqaba sdraiate sulle montagne al tramonto sullo stesso mare che apparve a Lawrence d’ Arabia. Il tramonto e poi il cielo stellato fino all’ inverosimile nelle nostre tende al Wadi Rum e la serata di canti e balli insieme ad altri viaggiatori e ad un gruppo di giovani donne musulmane una delle quali invitandoci a ballare lentamente si toglieva la hijab liberando splendidi e lucenti capelli neri e nella sinuosità del ballo sembrava liberarsi da una sorta di atavica schiavitu’’. L’ immagine del “ Tesoro “ visto dopo aver tenuto gli occhi chiusi tra le alte e strette fenditure delle rocce a Petra e tutto il meraviglioso sito archeologico. La armoniosa purezza del Mar Morto e le montagne rosa quasi a toccare i Territori palestinesi e poi i cori di una splendida canzone libanese cantata insieme a giordani , libanesi arabi ed europei nel ristorante sul Mar Morto in una notte di pace e di fratellanza. Lo sguardo costante sulla terra visto dal Monte Nebo e la visione di quel che Mose’ dovette provare guardando la terra promessa che si dispiegava dinnanzi ai suoi occhi. Cinque giorni pieni di gioia per lo spettacolo che ci veniva consegnato in questo piccolo e Pacifico regno dai confini più bollenti di tutta la terra. Stretto tra Israele, Egitto, Siria, Iraq e Arabia Saudita, pare essere ancora quella terra promessa che sin da piccoli abbiamo conosciuto ed amato. Un paese che non ha paragone con altri già visti e per questo unico come ormai pochi luoghi nel mondo. Un paese che mi lascia dentro tanta pace e rafforza in me lo spirito di fratellanza , di umanità per ogni essere umano.

Ma un viaggio pur se perfetto può non esserlo se i compagni di viaggio non diventano un unico medesimo viaggiatore. Ho avuto la fortuna di vivere queste emozioni con degli amici fantastici con i quali ho condivido riflessioni, sguardi, risate, canti e balli, emozioni forti. Siamo stati bene insieme e questo grazie anche a Martina la nostra giovane e brava accompagnatrice e ad Alacaluf viaggi . Mentre lascio questo posto di pace e di spiritualità profonda come profonde nei secoli sono le sue radici so che come per NY e il Kenya non sarà solo per una volta. Vorrei che tutto il mondo dilaniato da guerre, malattie, esodi e tragedie, potesse sperimentare l’ armonia e la bellezza di questo piccolo regno dai confini più bollenti di tutta la terra.Grazie a tutti i miei compagni di viaggio per la profonda condivisione di questo viaggio in terra di Giordania ❤️

 

Laura Trifilò

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *